Sir Geoffrey Jellicoe insegna che ogni progetto di paesaggio deve contenere un’idea ed esprimere il significato profondo nascosto in ogni luogo.

Nena Balsari, in cantiere, insegna l’esperienza di piantare alberi con differenti grandezze, portamento, sfalsate mai in fila, e sempre dispari.

In studio si alternano giardini segreti in città; giardini di campagna tra campi agricoli e boschi; giardini in quota; giardini che profumano di macchia mediterranea; giardini e parchi aperti alla città.

Paesaggi per il turismo e per l’accoglienza; per la produzione del vino e dell’olio. Questi sono i luoghi dell’architettura del giardino e del paesaggio.

In studio, quando il disegno di base viene coperto dalla carta da lucido, la mano dell’architetto inizia a lavorare con i colori sulla carta e si ritrovano i gesti che caratterizzano tutti i progetti.

Ogni progetto è caratterizzato da un gesto dettato da un’idea, ogni idea scaturita da un’emozione; il segno tracciato sulla carta spazia poi sul terreno. Ogni volta è come ripartire dall’inizio.

L’architettura, la luce, il clima, la natura del luogo, di volta in volta cambiano e aiutano a dettare l’idea di progetto, inseguendo nuovi paesaggi.

Gli alberi non si selezionano dai cataloghi o dal computer, si scelgono in vivaio; e qui, ogni volta, si impara sempre qualcosa di nuovo.

Il giardino lo si costruisce sul posto e spesso gli “scarponi” sono sporchi di terra.

Come la tradizione italiana insegna, il giardino si costruisce con l’uso di piante potate, quale scena architettonica del giardino. Il contrasto poi con le piante libere è straordinario.

Movimenti del terreno, muri di contenimento in pietra o in traversine definiscono i nuovi piani.

La costruzione delle pergole in castano, bambù o in ferro sono ideali architetture per cominciare collezioni di rose rampicanti, uva, glicini e anche rovi.

Gli alberi costruiscono boschi nel tempo; gli arbusti definiscono le stagioni con alternanza di fioriture, texture e bacche; le rose si mescolano ai lamponi e alle more.

Le graminacee e le perenni garantiscono il tanto desiderato pronto effetto nell’impianto del giardino.

L’orto nel giardino non deve mai mancare: ricorda il gesto primordiale dell’uomo che raccoglie i frutti.

L’acqua per nuotare deve avere sempre il colore del luogo, con geometrie definite. Le piante acquatiche, con preferenza per i fior di loto, crescono in vasche adatte con carpe giapponesi e alghe ossigenanti.

Sono un valore aggiunto alla costruzione del giardino: i vasi realizzati dagli artigiani; gli arredi, secondo la tradizione in legno o in ferro; le luci che non disturbano l’atmosfera intima della notte.

Il confronto con il committente, con l’architetto dell’edificio, e con le imprese coinvolte, unito alla sensibilità di saper vedere il paesaggio favoriscono la riuscita dell’opera.

Il giardiniere ha un ruolo da protagonista, indispensabile nella costruzione della scena.

La partecipazione ai concorsi internazionali è l’occasione per sperimentare nuovi linguaggi.

L’invito a congressi e seminari è un momento importante per riepilogare, ripensare e raccontare il lavoro svolto.

I viaggi in Europa per vivai e per fiere sono di grande stimolo grazie alla scoperta delle novità botaniche del momento.

La fotografia, una passione da sempre. Determinante, durante gli studi al Politecnico, l’incontro con Gabriele Basilico maestro del bianco e nero e della periferia milanese. Ora lo sguardo è rivolto al paesaggio e alle piante. Bianco nero e verde.